Daniele Molino è del Latte Dolce Sassari

Latte Dolce Sassari, che colpo. Arriva il “Principe di Ovilò”, Daniele Molino, uno dei pochi giocatori che quando é in campo non é mai scontato che la partita finisca 0-0

Daniele Molino torna in Sardegna. Colpo da novanta per il Latte Dolce Sassari di mister Stefano Udassi, perché si tratta sicuramente di uno dei migliori giocatori della categoria
Calcisticamente cresce alla Pro Olbia, con il tecnico Claudio Aloia come padre putativo calcistico. Si porta sempre dietro l’etichetta di talento puro. A quattordici anni è già molto conosciuto sull’isola, va a Cagliari e poi emigra nel continente, a Monterotondo. A diciotto approda alla Primavera del Messina, allora in A, un’avventura con un grande rimpianto. “All’ultima giornata dovevo esordire a Palermo. Il venerdì sera sono uscito con gli amici e addio convocazione. Ero una testa matta. Me ne sono pentito amaramente”.
Al Tempio nel 2006 in D ritrova Ninni Corda, incrociato già al Cagliari. “E’ un vincente ed un grande motivatore”. Segue l’esperienza a Cesena (ex C1), dove si rompe il collaterale, Sorrento (C1) e infine sei mesi a Savona (C2), dove vince ancora un campionato con il tecnico nuorese. In mezzo diciotto mesi nel nord della Sardegna: ad Alghero (C2, 14 presenze, 2 gol), e Tavolara (serie D, 18/2). In mezzo un dramma, la tragica scomparsa, a 56 anni, del padre Domenico a sua volta ex calciatore dell’Azzanì
Pensa di smettere, fortunatamente lo aiuta la compagna Francesca e la nascita di Greta. Nel 2013 c’è il ritorno a casa, ad Olbia, con quaranta reti in tre campionati e l’approdo in Lega Pro. Dopo una stagione con la Nuorese, il solito Corda lo porta a Como e poi conosce Sanremo, un’altra stagione da protagonista assoluto. «Ho scelto il Sassari calcio Latte Dolce perché c’è un bel progetto. Lo scorso campionato é stato fatto un grande lavoro. Apprezzo il mister e ho avuto modo di parlare con lui già qualche anno fa, è molto preparato e competente, ha fatto un grande lavoro in questi anni nonostante la sua giovane età. Gioca un bel calcio e non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi con lui. Ho inoltre un’amicizia che mi lega a Marco Cabeccia da circa 13 anni, conosco Nicolò Antonelli, Daniele Bianchi, Pierpaolo Garau, mentre Paolo Palmas è stato mio compagno in Natzionale. Mi aspetto un campionato molto livellato. Obiettivo finale? Sempre quello di migliorarsi rispetto alla stagione passata, ma una cosa è certa: daremo il 110%»