L’allenatore di portieri si allena per formare al meglio: vivere in anticipo le esperienze tra i giovani portieri

Stefano Prato, allenatore dei giovani portieri della Sanremese Calcio, ci regala alcune considerazioni sul delicato ruolo dell’allenatore.

L’Allenatore di Portieri si allena per formare al meglio: vivere in anticipo le esperienze tra i giovani portieri

Ci sono i dati! Ci sono le informazioni! Ci sono i consigli! Ci sono le proposte sul campo! Ci sono le competenze! Tutto ciò che è utile a per tracciare un percorso formativo di un giovane. Ma non basta!
Non basta perchè l’Allenatore di Portieri deve essere consapevole che, oltre a dover migliorare ed approfondire la propria conoscenza del gioco e le proprie competenze specifiche, deve impegnarsi in un allenamento di tipo mentale, che dovrà sostenerlo nella pianificazione di obiettivi realizzabili, agendo efficacemente per raggiungerli.
Si farà affidamento sulle proprie esperienze passate, sulla memoria del vissuto che rappresenta l’insieme delle osservazioni e delle analisi degli eventi, per raccogliere dati, che una volta analizzati, studiati ed approfonditi, supporteranno il miglioramento e l’integrazione del metodo di allenamento che si proporrà ai propri giovani come modello. Per questo motivo è sempre consigliabile tenere una traccia scritta del proprio lavoro, prendere appunti dopo ogni seduta di lavoro sul campo, ed abituarsi a porci sempre la medesime domande :
” Dove ho ( ….. o posso ) aver sbagliato ? ” ” Dove posso migliorare ? ” …. porsi sempre delle domande per anticipare le risposte!
Quindi risulta determinante utilizzare il risultato dei nostri interrogativi mettendoli a disposizione del proprio lavoro, utilizzare risposte che spesso non usiamo perchè ignoriamo di possedere. Stimolare le nostre facoltà mentali, tra cui la capacità di anticipazione, di previsione di ciò che potrebbe accadere, esattamente come agisce l’Allenatore di squadra che prima di una gara traccia i possibili scenari, con mosse e contromosse.
Pensate quanto sia produttivo visualizzare situazioni e momenti per gli allenamenti e per le gare, quale vantaggio si possa raggiungere quando si è pronti per mettere in pratica, immediatamente balzerà all’ occhio l’errore o il movimento eseguito correttamente.
Pensate a quanto sia importante saper gestire le emozioni, l’ansia, la paura, le relazioni con i propri ragazzi, con i colleghi, con i dirigenti, vivendole in modo virtuale in anticipo. Si ottimizzano tutte le situazioni evitando di farci trovare impreparati: si allena la propria capacità attentiva, la concentrazione, la fatica mentale riscontrando vantaggi nel quotidiano.
Affermare che un “Allenatore di Portieri si allena per formare al meglio” non credo debba considerarsi una frase retorica ma, al contrario, sancisce che l’allenamento deve necessariamente accompagnare la naturale evoluzione dell’attività di un tecnico; è inconfutabile che qualsiasi tipo di Allenatore è sottoposto ad un intenso coinvolgimento psicologico e nervoso e pertanto si può parlare di effettiva “prestazione emotiva”.
L’Allenatore di Portieri è da considerare come un “atleta speciale” perché nell’espletamento della sua attività sono implicati numerosissimi fattori, razionali ed irrazionali. Il suo ruolo presuppone una relazione con l’esterno a molteplici livelli e perciò è obbligato ad avere una solida struttura psicologica, versatile ed elastica, quanto più resistente possibile ai vari fattori di stress, rappresentati dalla somma degli stimoli esterni a cui viene sottoposto.
L’Allenatore di Portieri deve saper vivere psicologicamente il ruolo che egli stesso ricopre, i diversi ambiti con cui si deve relazionare ed il gruppo dei suoi giovani Portieri nelle sue complesse dinamiche. Quindi, come tutti gli atleti, se vuole aspirare ad avere risultati positivi e di successo deve allenarsi!
L’Allenamento mentale rappresenta una componente con fini prestativi fondamentale per l’Allenatore di Portieri, una speciale palestra, composta da tecniche psicologiche mirate alla gestione dei propri stati interiori e al controllo dei comportamenti esterni.

Le abilità interne, consapevoli ed inconsapevoli, da acquisire o da rinforzare, di tipo cognitivo e di tipo affettivo. L’ allenamento vero e proprio consisterà nel saper simulare situazioni cruciali, in cui ci si potrà trovare nel corso di una stagione. Alcuni esempi potrebbero essere:
•rappresentare mentalmente le tipologie di allenamento;

•simulare mentalmente un discorso da proporre ai propri giovani prima di una seduta di allenamento, magari il primo della settimana dopo la gara. Il linguaggio da adottare, con tutte le sue sfumature, svolge un ruolo decisivo almeno sotto due aspetti: la comunicazione, intesa come capire ed essere capiti e il grado di autorevolezza che si raggiungerà nei confronti dei propri ragazzi. E’ fondamentale, quindi, parlare un linguaggio di comprensione e di coinvolgimento comune;

•pensare agli aggiustamenti tecnici durante la seduta di lavoro: questo tipo di decisioni, oltre ad essere stimolanti ed allenanti, mostrano il carattere e l’autorevolezza del tecnico, oltre alle sue capacità empatiche;

•abituarsi al conflitto interiore tra ciò che si è fatto e ciò che si poteva fare. Solo un buon colloquio con se stessi è positivo per mantenere alta l’ autostima;

•vivere la vigilia di una gara e quindi cosa fare per sostenere l’ attenzione, la concentrazione dei propri ragazzi, e presentarsi all’ evento con l’umore adeguato alla prestazione richiesta;

•pensare come vivere il clima del campo dopo una prestazione individuale deludente, e trovare le parole adeguate per l’occasione, stimolando l’ abilità relazionale oltre che la disponibilità a mettere in discussione le proprie osservazioni;

•prepararsi al confronto con un gruppo di una determinata fascia d’età, pensare al metodo di approccio e ai contenuti più consoni in rapporto a quanto espresso durante la seduta di allenamento od in gara, positivamente o negativamente, dando dimostrazione ai propri giovani di personalità e coerenza;

•rapportare l’eventuale differenza di atteggiamento tenuto durante le sedute di allenamento con quello tenuto durante i momenti di valutazione condivisa delle prestazioni in gara. Il comportamento dell’ Allenatore nei diversi momenti, dovrebbe avere il carattere della continuità, evitando una evidente discrepanza nei contenuti, ciò confonderebbe non poco il giovane Portiere minando sicurezza e tranquillità.

L’Allenatore di giovani Portieri, affidabile, credibile, è colui che si impegna concretamente nel costruire anno dopo anno, stagione dopo stagione, il proprio sapere da mettere a disposizione dei propri allievi e lo modifica in base alle esigenze individuali e del gioco, non affidandosi a ricette pre-confezionate e stereotipi. Non improvvisa, ripropone ciò che funziona ed è adeguato, rielabora in modo funzionale ciò che non ha prodotto i risultati sperati.
Oramai sono tanti anni che mi adopero in questo ruolo, ho vissuto le più svariate esperienze tra i giovani, tante positive e qualcuna anche negativa: il vissuto, la conoscenza acquisita di pari passo con le competenze specifiche, i rapporti interpersonali, le soddisfazioni e le delusioni, mi hanno portato ad acquisire una linea comportamentale ed una professionalità che nel tempo si è più o meno definita, generando alcuni “modus vivendi” che condizionano il mio modo di affrontare il lavoro tra i giovani. Alcuni si possono riassumere brevemente in:

•creare il giusto atteggiamento mentale per indirizzare i pensieri positivi verso un obiettivo che ti sei imposto di raggiungere. Sono i nostri pensieri che ci fanno agire, nient’ altro

•essere sempre consapevoli della propria forza. Questo non deve essere visto come una forma di presunzione, ma di autostima ed equilibrio. Ciò supporterà il nostro operato nel momento in cui saremo chiamati a gestire successi od insuccessi, liberandoci da eventuali sensi di colpa.

•essere costantemente motivati, affidarsi alla propria creatività, fantasia, forza di volontà, ottimismo, determinazione, dimostrando forza e onestà nel disapprovare gli atteggiamenti sbagliati e rafforzare sempre quelli positivi. Soprattutto quando i risultati raggiunti non sono confortanti.

Colui che si propone nello svolgimento del ruolo di Allenatore di Portieri tra i giovani ha il dovere di evolvere costantemente il livello di conoscenza della materia, acquisendo cultura ed informazioni scientifiche e la responsabilità morale di “allenarsi” adeguatamente a livello mentale per prepararsi ad anticipare ed affrontare i tanti momenti relazionali, di confronto, di insegnamento, di valutazione che
il nostro ruolo prevede. Tutto questo nella piena consapevolezza che la propria formazione non toglierà mai spazio a passione ed intuito creativo.
Ricordiamo sempre che un Allenatore di Portieri che dirige una seduta di allenamento oppure segue la prestazione di un giovane Portiere, allena e guida anche se stesso!