Soccer Borghetto, intervista a bomber Marco Carparelli:”Giocherò finchè mi sentirò bene e farò il corso da allenatore”

Focus speciale su uno dei calciatori che ha lasciato un segno in questa stagione 2017/2018. Ha segnato 23 goal e in un solo anno ha vinto il titolo di capocannoniere ed il campionato di Seconda categoria. Lui non è un bomber qualunque: è Marco Carparelli, ex serie A con Sampdoria, Empoli, Siena, e in serie B con Genoa, Cremonese, Grosseto, Cittadella, con oltre 250 goal in carriera. Nel 2012, dopo aver lasciato il professionismo, aveva scelto di continuare a giocare tra i dilettanti con il Pietra Ligure (in Prima categoria) segnando ben 62 reti in sole due stagioni ma non riuscendo a conquistare la promozione per un soffio. Ci riprovò nel 2014 a Millesimo segnando altri 30 goal in una sola stagione, poi nel 2015 giocò un anno alla Loanesi in Promozione senza grandi note e segnando 8 reti. All’inizio di questa stagione 2017/18 è stato tesserato con il Soccer Borghetto, squadra appena nata e iscritta al campionato di Seconda categoria girone A, e ha subito vinto il campionato e conquistato il titolo di re dei bomber.

Carparelli si aspettava una stagione di questo livello con una promozione al primo colpo?

“Quando hanno fondato il Soccer Borghetto mi piaceva il progetto. Una compagine nuova, dirigenza nuova, giocatori nuovi, insomma tanti stimoli per fare qualcosa di importante. Poi, partita dopo partita, abbiamo capito che potevano raggiungere questo traguardo e abbiamo vinto il campionato con otto punti sulla seconda”.

La sua è stata una scelta clamorosa. Ha voluto giocare nei dilettanti dopo anni di goal tra i professionisti…

“Qualche anno fa ho scelto di giocare a Pietra Ligure per amore della mia famiglia. Ringrazio la società che mi ha dato questa possibilità e mi dispiace che nonostante i miei tanti goal, per un soffio non abbiamo vinto il campionato. Ho un bel ricordo di quella maglia, ma poi ho cercato altri stimoli”.

Siamo onesti, oggi Carparelli fa paura agli avversari?

“Sicuramente sì, non c’è partita che non abbia almeno tre giocatori sempre addosso. Però voglio fare i complimenti a tutte le società rivali per il rispetto che hanno sempre avuto nei miei confronti. Questo è importante anche nei campi dove le botte si prendono e si danno. Certo è che la mia esperienza ha sempre fatto paura agli avversari”.

Cosa pensa del calcio dilettanti oggi?

“Forse il livello dei campionati si è molto abbassato. Ci sono troppe aspettative, i giovani non riescono ad emergere e si perde qualità di crescita. Poi talvolta manca anche la passione, nelle categorie minori si fanno pochi allenamenti, mancano i rimborsi spese, forse servirebbe maggiore cultura”.

Lei ha già superato la quarantina. Vuole ancora giocare?

“Finchè mi sento bene certamente. Adesso parlerò coi dirigenti del Soccer per vedere se insieme possiamo fare ancora una stagione”.

In futuro vorrà fare l’allenatore?

“Sì, anche questo è un pensiero per il mio futuro. Studierò al primo corso disponibile per il patentino”.