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Home Hot news Alla scoperta dei nuovi Allenatori del Ponente: 10 domande a Simone Teti
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Alla scoperta dei nuovi Allenatori del Ponente: 10 domande a Simone Teti

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Simone Teti collabora con i 2004 della Sanremese

Con questa nuova rubrica andremo a conoscere da vicino i 41 partecipanti del corso per Allenatori UEFA B della provincia di Imperia. Ho voluto iniziare con Simone Teti perchè è stato un mio ex compagno di squadra nel Sant’Ampelio e nella Sanremese. Ecco le 10 domande:

Ciao Simone, raccontaci un po’ la tua storia calcistica…

Ho iniziato a giocare all’età di 6/7 anni, se ci penso ricordo ancora i miei primi allenamenti e nonostante abbia sempre giocato tra i dilettanti, smettere non è stato poi così semplice. Ti porti dietro l’amore e la passione per questo sport anche quando appendi gli scarpini al chiodo.

Avresti mai detto di intraprendere la carriera da allenatore?

Negli ultimi anni, come sai, ho avuto modo di collaborare con la Prima squadra della Sanremese (attualmente collabora con il Settore giovanile biancoazzurro) e poter osservare così da vicino allenatori, anche professionisti, probabilmente ha influito un po’ su questa mia scelta.

Quali qualità deve avere un allenatore?

Molte. Sicuramente occorre fare distinzione tra Settore giovanile e Prime squadre, ma ad ogni livello, un allenatore che riesce a trasmetterti quello che pensa, quello che vuole, ma soprattutto quando riesce a tirar fuori il meglio di te stesso, dimostra grandi qualità

Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio?

Penso che siano indispensabili la tenacia e lo spirito di sacrificio, oltre ovviamente a doti tecniche, ma per quelle è giusto che ci pensi anche madre natura.

Cosa ti senti di consigliare ad un ragazzino che vuole imparare a giocare a calcio?

Mi ripeto…di sacrificarsi e di impegnarsi giorno dopo giorno.

Cosa ti senti di consigliare ai suoi genitori?

Passiamo alla prossima domanda…

Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi?

I “trucchetti del mestiere” di cui parli, non credo te li possa insegnare qualcuno. Sono “competenze” che acquisisci da solo (ride)

Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere?

Sono diverse. Ho avuto la fortuna di vincere qualche campionato e forse il fatto di festeggiare un successo con i tuoi compagni dopo un anno di sacrificio, ti lascia un ricordo più vivo.

Qual è l’allenatore che preferisci?

Se parliamo di professionisti, l’allenatore che preferisco è quello che fa vincere la squadra.

Il giocatore che preferisci?

Quello che fa vincere il proprio allenatore.

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