Ha ricevuto più critiche che consensi la decisione di un allenatore di obbligare il proprio giovane calciatore a tirare volutamente fuori un calcio di rigore. Ad affrontarsi, nel campionato Esordienti a 9 classe 2007, sono l’Ausonia 1931 e l’Ador Bollate, un torneo in cui NON ESISTE nessun tipo di risultato e, tantomeno, di classifica. Durante il match l’arbitro decide di assegnare un rigore per un presunto fallo di mano del difensore, ma l’allenatore richiama il rigorista e lo esorta a tirare fuori il penalty. Tommy si presenta sul dischetto di rigore e, come concordato con il suo mister, calcia la sfera a lato. Un gesto, quindi, che ha ricevuto alcune critiche, perchè per molti genitori e addetti ai lavori, purtroppo, la cosa più importante è quella di raggiungere la vittoria, anche in queste categorie dove l’obiettivo principale dovrebbe essere lo sviluppo socio educativo dei ragazzi. Tutte le società dovrebbero farsi un esame di coscienza e forse l’unica soluzione per mettere finalmente la parola fine a situazioni al limite del grottesco, con fiumi di genitori convinti di avere in casa il “fenomeno” di turno, sarebbe quella di eliminare ogni tipo di partita fino all’attività agonistica. Un plauso a mister Marco Di Pinto e al suo rigorista.







