
Armando Scala
Armando Scala è stato il fisioterapista della Taggese nel 1999, l’anno seguente passò all’Argentina Arma dove rimase per tre lunghe stagioni. Una persona dal carattere solare e divertente, una figura importante che aiutava i ragazzi a guarire dagli infortuni, ma anche e soprattutto, con una parola di conforto nei momenti difficili. Nel 2013 inizia a non stare bene, comincia così una serie di esami, che nel 2014 rivelano una drammatica diagnosi: sclerosi multipla.
La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, sclerosi disseminata o polisclerosi, è una malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. La malattia ha una prevalenza che varia tra i 2 e 150 casi per 100 000 individui. È stata descritta per la prima volta da Jean-Martin Charcot nel 1868.
Ciao Armando, non mi sono mai osato a chiederti niente, vorrei sapere come stai…
Ciao Damiano, mi fa piacere del tuo interessamento. Che dire, sono malato di sclerosi multipla, sono costretto in carozzella e posso stare in piedi per poco tempo. Ci sarebbe tantissimo da dire, ma non mi sento di aggiugere altro.
Quando è iniziata la tua avventura nel mondo del calcio?
Nel 1999 come fisioterapista della Taggese, ricordo che il Presidente era Pasquetti. Poi l’anno successivo passai all’Argentina Arma dove rimasi per tre anni indimenticabili.
Mi puoi dire il ricordo più bello?
Sono passati 14 anni e ho la memoria un po’ offuscata, mi ricordo di quando l’allenatore Oggero venne espulso e io mi ritrovai a guidare la squadra, a distanza di anni posso dire che non ci capii un fico secco!
Chi sono i giocatori che ricordi con più affetto?
Io volevo bene a tutti e tutti volevano bene a me. Ricordo con affetto Soncin, Sindoni, Cuneo, De Giovanni e Testone. Poi ricordo il massaggiatore Roberto Catozzi, Franco Baccini e sua moglie Franca, rimarranno sempre nel mio cuore.
Che cosa vorresti dire ai tanti ragazzi che hai avuto?
Bhè intanto i ragazzi che ho avuto ormai sono diventati adulti e qualcuno avrà messo su famiglia. Io ho un figlio che si chiama Stefano di 30 anni. Penso che non si debba illudere i ragazzi con falsi moralismi, il mondo sta cambiando alla velocità della luce e dire loro la verità è l’unica via percorribile. E poi soprattutto penso che l’esempio debba partire da noi adulti e genitori.
Voglio rivolgere un pensiero particolare a te Damiano, che mi hai permesso di ricordare un periodo della vita che difficilmente dimenticherò.
Figurati Armando,il piacere è stato mio. Grazie a te per la passione e l’amore che hai messo in quello che facevi, ti ricordo con affetto come credo tutti i ragazzi che hanno avuto la fortuna di conoscerti. Ti mando un grosso abbraccio.







