L’ utilizzo della mascherina quando si sta facendo un particolare sforzo fisico è assolutamente sconsigliata. In questi casi è da evitare sia se stiamo correndo, ma anche se facciamo una passeggiata a passo svelto. Insomma: in qualsiasi forma di attività motoria
Ma perché?
Quando ci si sottopone ed uno sforzo fisico la mascherina di protezione è controproducente in quanto va a coprire completamente sia la bocca che il naso. In questo modo noi non facciamo altro che respirare all’interno di un ambiente chiuso e non ventilato il quale sarà sovraccaricato da un accumulo non indifferente di anidride carbonica.
Attenzione: maggiore sarà lo sforzo prodotto dall’attività fisica, maggiore sara la produzione di anidride carbonica che respiriamo all’interno della mascherina.
In casi come questo il pericolo è elevato: c’è il rischio di andare in alcalosi e quindi lo svenimento.
Per alcalosi polmonare si intende una condizione in cui il pH ematico sale al di sopra del normale valore di 7,4 e la causa che determina questa condizione di alcalosi è di carattere polmonare. Clinicamente si può riconoscere una condizione di Alcalosi nel momento in cui compare l’ iperventilazione, ovvero atti respiratori troppo frequenti, ma anche: forte tachipnea, nausea, capogiri, vomito, aritmie, rigidità muscolare, vertigini, disturbi del visus.
Sulle pagine della Gazzetta dello Sport è intervenuto il virogolo Fabrizio Pregliasco dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario del Galeazzi, Ospedale milanese. Andare a correre con la mascherina, per lui, “non solo è inutile ma è anche uno spreco. A parte che dà fastidio e si riempie di saliva, ma poi non serve a nulla. C’è proprio un cortocircuito in questo senso”.







