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FINALE. Alfredo Saba, dall’inferno al paradiso:”Ho dedicato il gol ai miei nonni che mi guardano da lassù”

Finale. Domenica il Finale di mister Pietro Buttu ha battuto il Sestri Levante per 1-0, per i giallorossi si tratta della quarta vittoria fuori casa su cinque trasferte, 12 punti fatti su 15 disponibili. Discorso inverso invece per le gare casalinghe, nelle quattro gare fin qui disputate, sono stati raccolti solo 3 punti, figli di 3 pareggi e 1 sconfitta. Dopo 9 giornate di campionato, i giallorossi hanno 15 punti e in classifica si trovano in compagnia di Sanremese, Real Forte Cerqueta e Valdinievole Montecatini, con la capolista Gavorrano a solo 3 lunghezze. Il protagonista dell’ultima vittoria è stato Alfredo Saba, suo il gol di testa che ha permesso al Finale di trovare tre punti d’oro in chiave salvezza.

Ciao Alfredo, raccontaci un po’ di te…

Sono nato a Sassari il 18/11/1995, ho fatto il settore giovanile nella squadra della mia città, la Sassari Torres, a 15 anni sono andato al Fertilia in Eccellenza, dove ho fatto sei presenze e un goal. L’anno successivo sono tornato alla Torres in Serie D e a dicembre di quell’anno ho esordito in prima squadra a 17 anni appena compiuti, ho fatto una decina di presenze e a gennaio ricevetti la chiamata di mister Magrini in Nazionale under 17 lega dilettanti. Vincemmo il campionato e l’hanno dopo, visto che non trovavo spazio in Lega Pro, sono andato a Terracina perché ho seguito il mister e dei compagni, purtroppo però mi sono infortunato dopo cinque partite e ho dovuto subire un’operazione.

Se non ci fosse stato quell’infortunio forse non avresti conosciuto Pietro Buttu.
Sì, è vero, a gennaio sono andato a Vado e lì ho conosciuto Buttu. L’anno successivo ho trovato squadra in ritardo perché non sapevo chi scegliere, un po’ per colpa mia, molto per il procuratore, non facendo la preparazione sono andato al Rapallo Bogliasco, ho fatto la prima partita e poi ho avuto problemi fisici e a dicembre ho cambiato nuovamente squadra.
A dicembre decidi di andare al Cuneo, come ti sei trovato?
A Cuneo non stavo bene fisicamente, andavo in panchina ma non giocavo mai, in più la squadra vinceva sempre e giustamente il mister non cambiava formazione. Di Cuneo conservo dei bei ricordi, sono stato bene perché c’era un bel gruppo e in compenso ho vinto il campionato.
Dopo Cuneo, inizia la tua storia col Finale.
L’estate di due anni fa ho ricevuto la telefonata di mister Buttu, sapeva che non avevo ancora squadra, mi disse che mi voleva e che puntavano a vincere il campionato. Ho firmato il lunedì, il mercoledì ho giocato perché c’era un recupero e la domenica mi sono rotto il legamento crociato. E’ stato l’anno più brutto della mia carriera, i compagni e il mister mi sono stati vicini e almeno abbiamo vinto il campionato.
Arriviamo ai giorni nostri, perché hai deciso di rimanere a Finale dopo l’infortunio?
Quest’anno ho deciso di rimanere fortemente perché voglio dare una svolta a questi due anni andati male, il mister e la mia famiglia mi hanno aiutato tantissimo e ora sto cercando di trovare spazio anche se c’è tanta competizione. Domenica è stato bellissimo, è arrivato il mio primo gol in Serie D, per di più decisivo per la vittoria.
Che cosa hai pensato domenica quando ti sei arrampicato sulla rete subito dopo il gol?
Quando mi sono arrampicato sulla rete ho urlato per buttare fuori tutta la rabbia che ho accumulato in questi due anni, mi sono sfogato. Ho dedicato il gol ai miei nonni che mi guardano da lassù.
Come si esce da un periodo brutto così lungo?
Ci vuole tanta pazienza e soprattutto tanta forza di volontà, ma la cosa più importante è l’energia che ti danno le persone che hai a fianco, per questo ringrazio la mia famiglia, i miei amici e il mister che è come un padre per me.
Adesso però bisogna iniziare a pensare in positivo, inizia una nuova vita calcistica?
Ora mi godo il gol, ma già da domani riprendiamo gli allenamenti, domenica c’è una partita difficilissima in casa e dobbiamo farci trovare pronti. Io ora non ho fatto niente, devo cercare di dare continuità alle mie prestazioni e di recuperare la forma al 100%, il gol è solamente la ciliegina sulla torta. Sì, sono pronto a questa nuova vita calcistica!

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