
Intervista esplosiva a Gianni Minori, ex bandiera dell’Argentina Arma e ora uno dei preparatori di portieri più bravo in tutto il ponente ligure.
Dopo 2 anni alla Sanremese Calcio non sarai più il preparatore dei portieri, ci spieghi il motivo di questa separazione?
Bella domanda, la risposta è semplice: non lo so!! Me lo chiedono tutti, non lo so!! Come sapete c’è stato un cambiamento a livello dirigenziale ed evidentemente hanno deciso diversamente. Nonostante questo, credo di aver fatto un buon lavoro: Massolo, se non sbaglio, è stato ingaggiato in serie B, l’anno scorso Miraglia è salito dall’Eccellenza al Savona in D, evidentemente a Sanremo non basta!
Il calcio nel ponente sta attraversando un difficile cambio generazionale, cosa serve per poter migliorare la situazione?
In primis, la materia prima, oggi non si trova facilmente gente disposta ad investire nel calcio, a maggior ragione nei settori giovanili. Spesso questi ultimi vengono utilizzati per reperire risorse economiche per la prima squadra, mentre dovrebbe essere il contrario. Penso che una casa vada costruita dalle fondamenta, non dal tetto, altrimenti prima o poi crolla, invece qui si vedono allenatori nei settori giovanili senza patentino, preparatori dei portieri che allenano addirittura in più società: questo è fantacalcio!
Hai lanciato portieri nel calcio che conta, è possibile che non ci sia posto per un professionista come te?
Intanto grazie per il professionista, io direi professionale, il mio lavoro fortunatamente è un altro. Ci terrei a precisare che in 10 anni da preparatore ho avuto la fortuna di vincere 4 campionati, 3 Coppe Italia di cui una Nazionale, Cicutti (Serie C) e Massolo (Serie B) sono stati bravi ad andare nei PRO l’anno dopo. Vorrei ricordare anche Trucco (attuale portiere dell’Argentina in D) Rinaldi in D e Todde (attuale portiere dell’Imperia), tutti miei allievi. Evidentemente agli addetti ai lavori i risultati non interessano.
Che cosa non ha funzionato l’anno scorso? Non era meglio puntare di più sui ragazzi del posto, più attaccati alla maglia?
Guarda, sicuramente qualcosa non ha funzionato, questo è evidente: sicuramente gli infortuni hanno inciso parecchio sul rendimento della squadra, inutile nascondere che tra allenatore, staff, spogliatoio e ambiente esterno non si sia creato legame. Credo anche che l’assenza di un DS che facesse da filtro tra squadra, staff e dirigenza, abbia inciso notevolmente. Per quanto concerne i ragazzi del posto, concordo con te, però qui si torna al discorso settore giovanile, l’attaccamento alla maglia è importante ma non basta per giocare a calcio a certi livelli. Per intenderci, l’anno scorso Bianco, Monteleone, Massolo, cresciuti in settori giovanili professionistici, erano fisicamente e mentalmente di un altro pianeta, a confronto dei nostri giovani, che a mio avviso, pur essendo molto bravi, hanno bisogno di più tempo che spesso non viene concesso se giochi nella Sanremese e punti a vincere.
Che cosa ti rimane dell’esperienza biancoazzurra?
Personalmente mi rimane il risultato ottenuto dai portieri: Miraglia l’anno scorso è salito dall’Eccellenza al Savona in D, Massolo quest’anno dalla D alla serie B. Sinceramente non capita spesso un salto del genere, per il resto rimane l’amarezza di non aver centrato la lega PRO, a mio avviso alla nostra portata e che il nostro Presidente Bersano che saluto, sicuramente meritava!
Qual è il portiere più forte che hai allenato? E quello che hai migliorato di più?
Difficile dirlo, dire Massolo e Cicutti mi sembra scontato, anche perché si partiva già da buone basi. Però, devo dire che non è proprio semplice allenare ragazzi che arrivano da esperienze di club professionistici e che si allenavano con i vari Viviano (Massolo alla Sampdoria) o Handanovic (Cicutti a Udine). Mi preme anche ricordare IIliante alla PRO Imperia: grandi doti fisiche e attletiche, ma inspiegabilmente trascurato dagli addetti ai lavori, meritava sicuramente di più.
Quello che ha migliorato di più è Trucco: abbiamo iniziato quando aveva 15 anni, più sciatore che portiere, direi che sta facendo una discreta carriera in D. Rinaldi, classe ’98, adesso in D, è ancora molto giovane e ha ampi margini di miglioramento, anche se per farsi valere ha dovuto emigrare in altre regioni e questo lo trovo assurdo.
Cosa farai adesso?
Intanto dopo tanti anni vado in ferie con la famiglia, poi si vedrà. Magari seguirò qualche partita di settore giovanile in giro, e chissà che non si riesca a scovare qualche Massolo anche nel ponente.







