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In ginocchio il calcio dilettantistico per il “caro bollette”: +350% di spesa

Senza misure governative urgenti, il “caro bollette” rischia di paralizzare l’attività dilettantistica e giovanile. E’ questo il grido d’allarme che arriva da tutte le società calcistiche ponentine e non. Se fino all’anno scorso, infatti, le spese per luce e gas per la gestione di un anno di una struttura come l’Ezio Sclavi, si aggirava intorno ai 20 mila euro, in questa stagione si prevede un rincaro minimo del 350%, per un totale di 70 mila euro. Il campo sportivo di Taggia, ad esempio, per i mesi di luglio e agosto 2021, ovvero quando l’attività è ferma, pagò 500 euro di bollette, quest’anno la spesa è invece stata di ben 1850 euro. Volano alle stelle anche i prezzi per affittare un campo in orario serale, che passa dai 120-130 euro della passata stagione, ai 180-200 di quest’anno. Un salasso incredibile, che difficilmente tutte le società dilettantistiche riusciranno a superare. Ci sono soluzioni che i club possono adottare? Al momento l’unica possibilità concreta è quella di concentrare l’attività nella fascia oraria che va dalle 14.30 alle 17, ma il problema del nostro territorio è anche la carenza di strutture che possano far sì che ciò avvenga. Sarà un anno complicato, difficile, come gli ultimi due del resto.

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