Il brutto scontro di gioco avvenuto in occasione della partita del campionato Allievi Regionali tra Vado e Sanremese ha portato nuovamente all’attenzione di addetti ai lavori e non, l’importanza di avere personale medico durante le partite. È vero, nel fine settimana sono centinaia le partite che vanno in scena nella sola provincia di Imperia: impensabile, quindi, di poter disporre di un’ambulanza in ogni evento sportivo. È altresì vero, però, che non esistono vite di Serie A e di Serie B e, siccome dalla Promozione in su è obbligatoria la presenza di un’ambulanza, bisogna pensare anche alle categorie minori e soprattutto alle giovanili.
È doveroso quindi pensare di aumentare gli standard di sicurezza su tutti i nostri campi, ma come fare?
- Obbligare le società a far seguire a tutti i tesserati (dirigenti, giocatori e allenatori) dei corsi di BLSD: partecipando a questo corso, si apprenderebbero le tecniche di base a supporto delle funzioni vitali (Basic Life Support) per affrontare una situazione d’emergenza utilizzando il Defibrillatore semiautomatico esterno(DAE), secondo quanto previsto dalle raccomandazioni ILCOR, in attesa dell’arrivo del Servizio Medico d’Emergenza.
- Obbligare le società ad avere un defibrillatore su ogni campo e una persona qualificata pronta ad usarlo in tutte le partite in programma in quel determinato impianto sportivo.
La vita è il bene più prezioso che abbiamo e nel 2018 rischiare di morire per bassi standard di sicurezza e per mancanza di prevenzione è qualcosa di inaccettabile. Attraverso le società calcistiche si potrebbe, quindi, preparare i nostri giovani ad affrontare un’ipotetica situazione di emergenza e a salvare, perché no, una vita preziosa. Urge un cambio di mentalità immediato, a partire già dalla prossima stagione.







