
Il mitico Raffaele Astorino
Raffaele Astorino è semplicemente la storia del calcio ponentino. La sua carriera non è iniziata in giovanissima età, perchè in quegli anni dovette assistere la madre malata. Era il 1977 quando Astorino diresse la sua prima partita, da quel match sono ormai passati esattamente 40 anni. Una carriera strepitosa, con oltre 6000 partite dirette e il premio per benemerenza alle attività sportive, ritirato a Roma nel 2012, direttamente dalla mani di Carlo Tavecchio, allora Presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Conosciutissimo nella sua Imperia, soprattutto per l’attività di volontariato con la Onlus AVO.
Ciao “Asto”, ieri la tua foto ha girato all’impazzata su Facebook, raggiungendo quasi 20 mila persone, con tantissimi Mi piace e commenti. Cosa provi per questa grande dimostrazione di affetto?
Intanto ti ringrazio di cuore per quello che fai, è stato un modo per ricordare i miei tempi. Ho saputo anche tramite mia figlia di tutto l’affetto che la gente mi ha dimostrato. Voglio solo dire che considero tutti i ragazzi che ho arbitrato come i miei figli e li ringrazio perchè mi fanno ancora sentire giovane.
Jonathan Cirillo, in uno dei vari commenti alla tua foto, ha ricordato un episodio a Ospedaletti, quando tu lanciasti la monetina per il sorteggio del campo e questa rimase dritta perfettamente perpendicolare al terreno. Ti ricordi?
Sì è vero, il ragazzo ricorda benissimo. Quel giorno il campo era bagnato, tirai in aria la monetina e rimase perpendicolare, fui costretto a ripetere il lancio tra le risa dei giocatori.
Enzo Priale, sempre in un commento alla tua foto, ricorda quando una volta un giocatore ti disse “Arbitro tempo!” e tu risposi “Sereno”.
Sì, confermo anche questo episodio, ricordo che c’era ancora del tempo da recuperare e volevano che fischiassi la fine prima, così ho voluto essere ironico nella risposta.
Oltre alla tua carriera da arbitro, non possiamo non ricordare la tua carica da Segretario FIGC…
Quando raggiunsi il limite di età per arbitrare, ricevetti la chiamata di Antonio Sonno che mi propose il ruolo di Segretario. Ricordo Sonno con grande affetto, ha lasciato un vuoto incolmabile nel nostro calcio. Accettai l’incarico perchè mi fu permessa l’autorizzazione a continuare ad arbitrare gare amatoriali.
L’intervista termina in questo modo, ho chiamato “Asto” alle 19.40 ma alle 20 aveva una partita da arbitrare. Sei davvero un esempio per tutti noi “Lampadina”…ti vogliamo bene…vai ad arbitrare!







