
Uno dei protagonisti dell’ottima stagione del Sanremo 2000 è stato senza ombra di dubbio Stefano Condrò. Il centrocampista, che il prossimo ottobre compirà 30 anni, è stato uno dei giocatori più utilizzati da mister Simone Anfossi, tanto da essere schierato titolare 17 partite sulle 19 stagionali, con le due uniche assenze dovute a causa squalifica e febbre. Prezioso in entrambe le fasi di gioco, il numero 4 matuziano ha segnato 5 gol e fornito 10 assist, mettendo il suo zampino in 15 delle 63 reti stagionali: ovvero nel 23,8% del totale. Un dato che ben descrive il suo apporto in chiave promozione. Importante la sua presenza anche nello spogliatoio, con il “blocco ex Ventimiglia” determinante per la formazione di un gruppo forte e deciso nel raggiungere l’obiettivo. Ecco il suo commento a Calcio Flash Ponente:
Abbiamo fatto un miracolo, squadre più attrezzate di noi meritavano tanto quanto il Sanremo 2000 di salire di categoria. Penso che siamo stati bravi e fortunati.
Qual è stata la partita in cui avete capito di potercela fare?
Io dico che la svolta sia arrivata più dopo la sconfitta con l’Argentina, piuttosto che con quella con la Carlin’s, perché in quell’occasione abbiamo capito veramente i nostri limiti. Con la Carlin’s troppe defezioni, soprattutto per squalifiche, il risultato fu bugiardo a mio avviso.
Cosa è successo dopo?
E’ successo che in un mese abbiamo preparato al dettaglio ciò che avevamo visto in entrambe le partite, anche con l’aiuto di Santamaria, che con la sua esperienza ci ha aiutato in campo nell’ultima partita della finale playoff.
Come valuti la tua stagione?
Ciò che ho fatto io a livello personale sinceramente conta poco, il calcio è uno sport di squadra, il singolo ti può dare una scossa, ma si gioca in 11 più 9, e se tutti non hanno la giusta mentalità, uno che ha i colpi serve a poco.
Sul futuro…
Adesso mi godo questa bella soddisfazione, per il futuro si vedrà…







