
Santiago Sogno, attaccante argentino del Finale, domenica ha segnato un gol strepitoso nella vittoria esterna sul campo del Ghivizzano, confermandosi un vero bomber di razza. Nato a Cordoba il 20-7-1989, Santiago è arrivato a Finale dal Baveno, squadra dell’Eccellenza piemontese, dove ha realizzato 46 centri in appena 55 partite, media di 0,81 a partita. Lo si ricorda anche per le sue esperienze in Serie D o Eccellenza con le maglie di Lavagnese (23 presenze e 7 go), Trento (14 – 2), Savona (30 – 12) Valle D’Aosta (57 – 22), Brera (27 – 20), Aygraville (28 – 21), Borgomanero e Naviglio Trezzano per un totale di circa 150 gol.
Ciao Santiago, periodo molto positivo per te, vero?
Sono arrivato a Finale che ero infortunato e non ho avuto la possibilità di allenarmi. Adesso mi sono rimesso in forma, sono 7-8 partite che gioco titolare e ho segnato 3 gol e preso 4 rigori. Purtroppo il primo l’ho battuto io e l’ho sbagliato, altrimenti i gol sarebbero stati di più.
Uno dei segreti del Finale è sicuramente mister Buttu, sei d’accordo?
Il mister è un esempio per tutti noi, gran parte del merito è suo. Io voglio ringraziarlo personalmente perchè è stato lui a volermi qui e cercherò di ripagare la sua fiducia con tutto me stesso.
La tua carriera calcistica si è sviluppata in Italia, ci spieghi come sei arrivato qua?
Ho il passaporto italiano perchè mia nonna è nata a Cuneo, anche se poi da bambina si è trasferita in Argentina. Quando avevo 16-17 anni, ho fatto dei provini a Buenos Aires, per dei procuratori italiani: uno andò bene e tutto ebbe inizio.
Il calcio è uno sport che può riservare parecchie sorprese, ci credi ancora al sogno di diventare professionista?
Voglio essere molto sincero e non ti nascondo che voglio arrivare il più in alto possibile. Purtroppo per sbagli miei, non sono riuscito a conquistarmi qualcosa di più, adesso però sono più maturo, sto benissimo fisicamente e in futuro si vedrà.
Cosa significa la parola calcio per te?
Il calcio per me è tutto: ho lasciato la famiglia, la mia terra e ho superato mille difficoltà. So che non mi rimangono tantissimi anni di carriera, per questo voglio continuare ad allenarmi, cercando di fare il meglio possibile.
Hai mai pensato di finire la carriera in Argentina?
In Argentina non ho contatti calcistici e quindi sarebbe difficile, però in passato ci sono state alcune proposte che non mi hanno mai convinto del tutto. In Italia sto benissimo, ormai è casa mia.







