
La Milano-Sanremo 2026 si è trasformata in una vera e propria impresa per Tadej Pogačar, capace di vincere una delle corse più imprevedibili del calendario mondiale al termine di una giornata durissima e ricca di colpi di scena. Nel tratto di Imperia, infatti, lo sloveno è rimasto coinvolto in una caduta nel gruppo, un episodio che ha rischiato seriamente di compromettere la sua corsa. Pogačar però si è rialzato immediatamente e, con grande lucidità, ha iniziato una rimonta straordinaria.
A circa tre chilometri dalla Cipressa la situazione era ancora critica, con lo sloveno staccato di circa 27 secondi dal gruppo dei migliori. Nonostante una gamba insanguinata, Pogačar ha stretto i denti, ha aumentato il ritmo e sfruttando anche la scia delle ammiraglie è riuscito a ricucire completamente il gap proprio alle porte della salita.
È stato sulla Cipressa che la corsa ha cambiato volto. Dopo una rimonta incredibile, Pogačar ha trovato la forza per attaccare, imponendo un ritmo altissimo che ha selezionato il gruppo e preparato il terreno per il finale decisivo. Nel prosieguo della corsa si sono portati davanti i migliori e la sfida si è accesa definitivamente.
Sulla salita del Poggio, il ritmo imposto da Pogačar ha fatto ulteriormente la differenza. Mathieu Van der Poel è stato costretto ad alzare bandiera bianca, mentre Thomas Pidcock è stato straordinario, rimanendo incollato alla ruota del campione del mondo e resistendo agli attacchi dello sloveno.
Nel tratto finale verso Via Roma si è consumato un duello spettacolare. Nell’ultimo chilometro Pogačar ha trovato il tempismo perfetto, lanciando lo scatto decisivo. Pidcock ha provato a rispondere, è rimasto in scia e ha tentato il sorpasso proprio negli ultimi metri, ma lo sloveno ha resistito e si è imposto per una questione di centimetri, rendendo il finale ancora più emozionante.
Da Imperia alla Cipressa, dal Poggio fino allo sprint di Via Roma, Pogačar ha trasformato una giornata complicata in un capolavoro assoluto. La Milano-Sanremo 2026 si chiude così con un finale epico, destinato a restare non solo nella storia della Classicissima, ma del ciclismo mondiale.








