
È stato un vero e proprio terremoto quello che ha colpito in questi giorni il Real Santo Stefano.
La società ha infatti deciso di sollevare dall’incarico Maurizio Tirone e Nicolò Boeri, rispettivamente allenatori della Prima Squadra e della Juniores, con modalità che non sono state ritenute particolarmente eleganti dagli interessati.
Di seguito riportiamo integralmente le dichiarazioni di Nicolò Boeri, che ha voluto raccontare la propria esperienza e il percorso condiviso con Maurizio Tirone all’interno del Real Santo Stefano.
Dopo essere stato sollevato dall’incarico di allenatore della Juniores del Real Santo Stefano, posso dire che, di per sé, la cosa farebbe già sorridere.
Quello che fa meno sorridere è il come mi è stato comunicato: un messaggio nel gruppo WhatsApp della squadra, davanti a tutti i miei ragazzi, senza una telefonata, senza un confronto, senza un preavviso. E, cosa più importante, senza una spiegazione.
Insieme al mio collega e grande amico Maurizio Tirone, allenatore della Prima Squadra (anche lui sollevato dall’incarico con le stesse modalità), siamo ripartiti da zero: abbiamo costruito una rosa composta esclusivamente da giovani, ragazzi che ci hanno seguito per il nostro modo di allenare e per le nostre qualità umane.
La settimana scorsa la “società” ci aveva comunicato che, per vari problemi, non sarebbe più stato possibile corrisponderci il rimborso spese inizialmente pattuito. Nonostante questo, perché il nostro obiettivo è sempre stato valorizzare questi ragazzi — alcuni dei quali, senza il nostro intervento, avrebbero smesso di giocare — abbiamo dato piena disponibilità a proseguire fino a fine stagione senza percepire nulla.
Siamo stati segretari, dirigenti, guardalinee, magazzinieri. Lo abbiamo fatto con piacere, con dedizione e con orgoglio. Lo abbiamo fatto per i nostri ragazzi.
Evidentemente, però, in questa società le persone perbene non sono considerate un valore.
Mi dispiace profondamente per i tanti ragazzi (più di 40 da inizio anno) che ci hanno seguito e che, dopo questa decisione, hanno scelto di fermarsi per il resto della stagione. E mi dispiace ancor di più per chi, in questa sessione di mercato, aveva lasciato la propria squadra per venire con me e, senza aver fatto nemmeno un allenamento, si è visto comunicare che non sarei più stato il suo allenatore.
Dopo dieci stagioni, questo sarà il primo anno in cui il panettone dovrò comprarmelo al supermercato.
Ma lo mangerò comunque a testa alta. E, credetemi, avrà un gusto speciale.







