Caramagna in Serie B, intervista a mister Davide Bianco:”Abbiamo scritto la storia, una gioia incredibile”

A 48 ore dallo storico successo nella finale di ritorno playoff del Caramagna ai danni della M.A.C.S., abbiamo voluto intervistare uno dei grandi protagonisti di questa splendida promozione in Serie B: mister Davide Bianco.
Il tecnico del Caramagna ci ha rilasciato una bella intervista, ripercorrendo le emozioni della finale, il percorso della squadra e la gioia per un traguardo storico conquistato davanti a un Palasport di Imperia gremito.
Cogliamo inoltre l’occasione per ringraziare la società del Caramagna per la grande disponibilità dimostrata nel corso della stagione e durante la finale playoff. Piccoli gesti e attenzioni che fanno davvero piacere.
E chissà che questo non possa essere solamente l’inizio di una collaborazione futura con una società che il prossimo anno sarà protagonista in un campionato importante come la Serie B.

Mister, il Caramagna è in Serie B: che emozione hai provato al fischio finale davanti a un Palasport di Imperia così pieno e caloroso?

Un’ora dopo la fine della partita mentre tutti festeggiavano ancora fuori dal palazzetto tra canti e fuochi d’artificio, io sono rientrato nel palazzetto, mi sono sdraiato al centro del campo e per un minuto ho ascoltato il silenzio, era la prima volta da quando alleno il Caramagna, non lo avevo mai “sentito” quel silenzio…
Durante la partita facevo fatica a comunicare con i miei ragazzi tanto era il frastuono, quando alla fine ho visto l’arbitro portare il fischietto alla bocca si è spento tutto, per 4/5 secondi, nella testa ho rivisto tutto l’impegno dei miei ragazzi durante gli allenamenti, le nottate passate a studiare, i foglietti con gli schemi ed i sacrifici fatti, e ho capito che avevano portato a qualcosa che pochi potevano pensare, poi qualcuno mi è saltato addosso “svegliandomi” e quello che avevo davanti agli occhi era un muro di gente che saltava e urlava, un muro, non avevo mai visto in vita mia qualcosa del genere, è un’immagine che porterò per sempre con me.

Questa promozione arriva al termine di una stagione straordinaria. Qual è stata, secondo te, la vera forza di questo gruppo nei momenti più difficili?

Credo che la forza di reagire ai momenti difficili di questo gruppo vada ricercata nella serietà del lavoro e il rispetto costante dei ruoli, l’idea impressa nella testa dal primo giorno di due anni fa, la differenza l’ha fatta quello, essere consapevoli di far parte di qualcosa di più grande e soprattutto sapere di poter contare costantemente uno sull’altro, dentro e fuori dal campo.

Dopo la sconfitta dell’andata, la squadra ha risposto con una prestazione praticamente perfetta nella partita decisiva. Quanto orgoglio provi per quello che hanno fatto i ragazzi?

Credo che quello che provo per loro fosse evidente dai miei occhi a fine partita, ma questi ragazzi hanno fatto di più, hanno regalato un sogno non solo a me e a loro stessi, ma ad ogni singolo bambino del Caramagna, bambini che durante l’anno venivano a chiederci di fare le foto assieme, a farsi firmare il foglietto o il gesso al braccio e che al venerdì mattina dicevano ai genitori “oggi gioca la prima, andiamo?”
Loro non hanno reso orgoglioso me, hanno reso orgogliosa un’intera comunità.

C’è stato un momento preciso durante la stagione in cui hai capito che questa squadra avrebbe potuto davvero fare il grande colpo e andare in Serie B?

Il pensiero, seppur velato era passato dopo la prima serie di vittorie, ma c’è un momento preciso che ha di fatto segnato la strada, la vittoria ai quarti contro l’Airole, prima della partita nello spogliatoio ho detto: “se battiamo loro, ci prendiamo tutto!”
L’Airole era un bivio, una squadra che a me piace molto, capace di mostrare un gran bel Futsal, ho detto che quella con loro era una finale anticipata, vincere con loro ha dato una spinta pazzesca a tutto l’ambiente, si respirava voglia di vincere e fare la storia.

Hai raggiunto questo traguardo insieme ad amici, ex compagni di squadra e persone con cui condividi un legame speciale da tanti anni. Quanto rende ancora più bello questo successo?

Questo Damiano è un discorso particolarissimo.
Questa vittoria sotto questo aspetto ha un peso specifico enorme, allenare persone con cui condividi tanto anche nella vita di tutti i giorni non è facile, ma allo stesso tempo rende speciale ogni situazione.
Qui però va fatto un punto, e io devo fare un inchino ad ognuno dei miei ragazzi, perché mantenere i ruoli non è facile quando si è così amici. Credo che il rispetto di ognuno di loro per me, il mio ruolo e le mie decisioni sia una soddisfazione grande quasi come questa vittoria. Sono speciali.

In tribuna c’era anche tuo papà, che ha vissuto questa serata al tuo fianco. Che emozione è stata condividere con lui un momento così importante della tua carriera?

Mio padre è una figura presente in tutti i passi sportivi della mia vita, conosciuto da tutti, con Enrico Costa ci portava in giro per i campi che avremmo avuto 14/15 anni credo. Una figura pacata e silenziosa capace assieme a mia madre di insegnarmi i valori veri dello sport, mai una parola fuori posto, primo tifoso di suo figlio ma amante dello sport. La corsa verso di lui in tribuna per quell’abbraccio è stato il mio ringraziamento per una vita di sole, vento, freddo, pioggia e km fatti al mio fianco, ora si potrà godere dei bei palazzetti…

Il Palasport di Imperia gremito e il boato finale resteranno immagini indimenticabili. Che messaggio vuoi mandare ai tifosi e a tutte le persone che hanno sostenuto il Caramagna durante questa stagione?

Sono stati motivo di orgoglio dopo ogni partita, davvero incredibile quello che si è visto al palazzetto.
Quello che è riuscita a creare il Caramagna è qualcosa di mai visto, altre realtà, più importanti di noi e di categorie superiori non possono vantare questi numeri sugli spalti. Un pubblico che ha vinto il “suo campionato” già alla prima giornata, non posso che provare, grazie a te, ad abbracciarli tutti e fargli sentire quanto la loro presenza sia stata fondamentale per alzare ancora il livello, immensi!

Adesso arriva la Serie B, un campionato sicuramente molto più competitivo e impegnativo anche dal punto di vista organizzativo ed economico. Hai già avuto modo di confrontarti con la società sul futuro?

Roberto Barla mi ha convocato da lui alle 8.30 della mattina successiva, a neanche 10 ore dalla conquista della B, per mettere il primo mattone di questa nuova avventura.
É giusto così, non ci si può fermare, la serie B ha costi e differenze enormi, bisogna strutturarsi, il salto sarà difficile, ma il processo di crescita è iniziato mesi fa, segreteria, sponsor, strutture, medici, staff, allenatori e tanto altro, nulla può essere lasciato al caso, la prima sfida nonché quella più importante che il Caramagna dovrà infatti affrontare è proprio quella fuori dal campo.

Avete già iniziato a pensare a come strutturare la prossima stagione oppure vi state ancora godendo questo straordinario traguardo?

Come detto, no, ci siamo goduti la serata, ma al mattino eravamo già faccia a faccia per mettere dei punti precisi.
A livello di squadra servirà qualche innesto, quello è sicuro, ho chiesto una rosa di almeno 20 giocatori, la serie B è impegnativa e lunghissima.
Diciamo però che il vero lavoro sarà quello “dietro le quinte”, non posso sbilanciarmi, ma posso dire che presto ci saranno delle grosse sorprese, e che il Caramagna grazie alla costanza e alle idee condivise di staff, dirigenti e grazie soprattutto al suo settore giovanile, ha tutte le carte in regola per diventare nei prossimi anni il punto di riferimento del ponente per il Futsal.

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