
Ecco la risposta social di Andrea Caverzan al comunicato della Sanremese Calcio in merito all’interruzione del rapporto tra le parti:
Mai sentito cosi tante cazzate per pararsi il culo!!
15 giorni fa ho comunicato al presidente la mia decisione di lasciare a fine stagione la Sanremese Calcio, per un fatto di considerazione nei miei confronti, dato che da responsabile di tutti gli allenatori, non sono nemmeno stato interpellato per un riassunto e un giudizio di fine stagione. Per questo poi mi ha tolto gli ultimi due mesi di rimborso sentendomi dire:”Non servi più allora”!
Non ho mai avuto problemi ne divergenze con una parte di tecnici, agonistici o non agonistici, anzi. Ho solo avuto qualche problema con l’allenatore della Juniores per insulti che ho ricevuto e che tengo ben custoditi e dove non sono mai stato difeso dallo stesso presidente. Ho sempre cercato di risolvere IN SILENZIO tutte le problematiche di mancanza di spogliatoio, di problematiche tra genitori e allenatori, anche tra mister su scalate giocatori e quant’altro. Sono stato più tempo al campo e sul campo con i mister che a casa. Ho perso mia madre e dopo 8 giorni ero in campo. Ho portato, assieme a Gianni Brancatisano, i migliori allenatori possibili, così come i migliori giocatori della zona, per creare la qualità per poterli far arrivare a giocare in prima squadra. I risultati di squadra e personali dei ragazzi sono sotto gli occhi di tutti, abbiamo portato fino ad 8 (OTTO) elementi del settore giovanile della Sanremese al Torneo delle Regioni, mai successo prima!
Tutti sanno perchè Burlandi classe 2008 è riuscito fin da subito a salire in prima squadra realizzando poi 15 presenze ed essere vero uomo mercato ora della stessa società.
Piu che queste cazzate mi aspettavo qualcosa di diverso, ma il calcio , questo mondo e soprattutto questi personaggi, li conosco bene essendoci da una vita dentro (altrimenti non scrivevo un libro proprio su questi aspetti). Ma come mi ha insegnato un mio vecchio mister, NON è IMPORTANTE QUANTO RIMANI IN UNA SOCIETA’, MA L’IMPRONTA CHE RIMANE DI TE.